Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.
| Regione: | Trentino |
Data: | 07/02/2010 |
| Nome: | andrea |
E-mail: | [SPAM]andreacattani@virgilio.it |
| Nome gita: | quasi cima loverdina |
Partenza da: | termon (c/o capitello di Papa Giovanni) |
| Quota partenza: | 650 |
Dislivello: | 1450 |
| Esposiz. salita: | Est |
Esposiz. discesa: | Est |
| Difficoltà: | Sci-alpinista medio |
Manto nevoso: | Consigliabile |
| Tipo di neve: | Farinosa |
Valutazione gita: | Consigliabile |
| Bibliografia: | |
Valle partenza: | val di non |
| Commento gita: | Un plauso agli stacanovisti volenterosi che hanno tracciato di buon mattino l'itinerario. Io oggi alba dalla cima della Paganella e tramonto dalla Loverdina (che lusso, 2 gite in un giorno!!) sono partito di pomeriggio sapendo che avrei trovato traccia fatta e ammetto che, vista la quantità di neve, è stato un vantaggio tutt'altro che trascurabile. La strada del Valon è decisamente impegnativa, prima parte con poca neve e poi crosta da paura. Dai 1200 mt di quota in su, complice anche la diversa esposizione, le cose cambiano. Il percorso seguito dai tracciatori era per me nuovo nella parte alta, raggiungendo la malga loverdina direttamente dal bosco senza percorrere l'abituale sentiero estivo proveniente dalla malga d'arza. Dalla Loverdina in su ambiente meraviglioso arricchito dalle ombre ormai lunghe del pomeriggio. Raggiunto il termine delle tracce dei predecessori, sono salito a zeta strette per alcune decine di metri di dislivello su una dorsale abbastanza tranquilla fino ad un pendio piuttosto ripido superato il quale la pendenza sarebbe diminuita, ma la condizione del versante e del manto mi ha convinto ad abbandonare la meta a poco meno di 200 mt dalla cima. Discesa seguendo l'itinerario di salita, anche perchè in alcuni tratti meno ripidi poter ripercorrere le tracce di salita era l'unico modo di progredire senza affondare nella neve. Solo su pendenze decise e nel bosco sottostante la malga era possibile sciare divertendosi. Poi la strada, bella fino a circa 1000 mt di quota, letteralmente disastrosa da lì in poi, crosta da paura e neve troppo ravanata e rigelata per un percorso così obbligato. Ho temuto per l'incolumità di gambe e sci... ;-) |
| Manto nevoso: | Il pericolo grado 3 è assolutamente centrato, il vento oltre il limite del bosco ha fatto un gran lavoro, creando disformità nel manto e accumuli, credo, anche molto consistenti e assolutamente fragili. |
|