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Scialpinismo >> consultazione

Oggi è lunedí 06 settembre 2010

4 terroni e un orobico nell' incredibile mondo della Malgina - Canale della Malgina

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Lombardia Data:27/06/2010
Nome:Tavernello, Romano, Italo, Luca 'er regazzino', Stefano l' Impala E-mail:[SPAM]lorenzoallasia@yahoo.it
Nome gita:4 terroni e un orobico nell' incredibile mondo della Malgina - Canale della Malgina Partenza da:Baite Colombini (Castello dell' Acqua, Sondrio)
Quota partenza:1020 Dislivello:1650
Esposiz. salita:Nord Esposiz. discesa:Nord
Difficoltà:Sci-alpinista buono Manto nevoso:Stupendo
Tipo di neve:Trasformata Valutazione gita:Consigliabile
Bibliografia: Valle partenza:
Commento gita:Il giorno prima, in compagnia di Luchetto, una lunga 'strippata' al micro-onde da Roma a Sondrio con la Pandina 900 è stato il biglietto da pagare per guadagnarsi la fantastica Malgina. In trasferta dalla Terronia (da Pescara e Sulmona) anche Italo e Stefano. Tutti e quattro ospiti da Romano, il nostro Cicerone in questa bella avventura. La mattina dopo ci accatastiamo in una 4x4 presa in prestito per l' occasione e saliamo su con le ridotte fino al termine del ripido stradello della Val Malgina (Baite Colombini). Poi tre quarti d' ora di cammino su un bel sentierino per arrivare alla base della più colossale discarica di neve valanghiva che abbia mai visto; da questo punto di vista, con i suoi 1270 m. di quota neve a fine giugno, credo che il Canale della Malgina sia il Campione d' Italia 2010 dell' innevamento. Da qui in poi saliamo su sempre con gli sci ai piedi e i rampant, con l' eccezione di due interruzioni del manto da una decina di metri ciascuna a quota 1950 e a quota 2050. La vista di un ambiente così insolitamente bello e deserto fa passare piacevolmente la lunga salita per raggiungere la cresta est del Pizzo del Diavolo della Malgina. Ci fermiamo a quota 2680, poco più ad ovest del Passo della Malgina, poichè dalla vetta del Pizzo non è possibile scendere con gli sci a causa di rocce scoperte. Divertente la discesa: a parte le due brevi interruzioni sopraelencate si scia fino a quota 1360 (più in basso troppi detriti in superficie), slalomando attenti alle enormi voragini che si aprono tra il manto e le rocce (profonde oltre 4 metri in alcuni punti). Un itinerario 'di nicchia' che secondo me meritava davvero il lungo viaggio di avvicinamento ma per altri del gruppo no: fate voi...
Manto nevoso:Davvero impressionante la quantità di neve (valanghiva e non) raccolta da questo Canale: intorno alla bassa Valtellina, a detta dell' indigeno Romano (e me ne sono accorto di persona 20 giorni fa raffrontando il San Matteo col Disgrazia), quest' anno è sceso quasi il doppio della neve rispetto alle zone dell' alta valle.


 
 


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